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Reggae-Benefit a Milano
veritaperaldo | 24 Novembre, 2007 13:40

Segnaliamo questa serata organizzata dalla Cascina Autogestita Torchiera senzacqua a Milano.

http://torchiera.noblogs.org/post/2007/11/20/ganja-bass-reggae-bianzino 

Una serata antiproibizionista in favore dell'autoproduzione e di raccolta fondi per i familiari di Aldo Bianzino.

 

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Lettera di Giuseppe Bianzino (padre di Aldo)
veritaperaldo | 16 Novembre, 2007 14:32

Cari amici de Il Manifesto, sono il papà di Aldo Bianzino (morto di percosse nel carcere di Perugia il 23/10 dopo essere stato arrestato per detenzione di marijuana, ndr) vi chiamo amici perchè, pur non conoscendovi personalmente, vi ho sentiti vicini nella tragedia che ci ha colpiti. Io e mia moglie desideriamo vivamente ringraziare voi e tutti coloro che hanno seguito e raccontato i fatti. Un grazie va a Luigi Manconi, al quale in particolare ci affidiamo perchè non molli e faccia di tutto per arrivare alla verità e identificare i colpevoli, e alla signora Maria Ciuffi, la mamma di Marcello Lauri che era stata colpita da una tragedia uguale e che ci ha scritto una lettera che voi avete pubblicato. Unisco a questa lettera alcune mie riflessioni delle quali mi assumo in ogni caso tutta la responsabilità scaricando eventualmente voi.

1. Quelli che hanno massacrato Aldo si sono comportati come i componenti della famigerata banda banda Koch, o come gli aguzzini di Videla o Pinochet. In quella gente però c'era una diversità: combatteva in modo ignobile, contro qualcuno, aveva una parte avversa, inerme e debole, ma comunque avversa che stava "dall'altra parte", che, almeno ai loro occhi, si configurava come "nemico". Lungi dall'essere una giustificazione, questa se non altro può essere un spiegazione. Ma Aldo, di chi poteva essere "parte avversa"?

2. Il direttore del carcere chiama se stesso e la sua organizzazione fuori da ogni colpa: ma in quel carcere che si definisce di "sicurezza", non era forse lui prima di tutti il responsabile di ciò che avveniva, della vita e della salute di chi gli era stato affidato? Si possono paragonare tra loro l'illegalità (secondo la legge italiana attuale) di coltivare piante di cannabis e le sevizie mortali (materiali, mentali, morali) inflitte ad un uomo? Eppure si sente aleggiare, tra i "benpensanti", la gente "per bene", che in fondo era un drogato, quindi aveva le sue colpe. La legge infame di cui sopra, tra l'altro accomuna marijuana e crack, eroina, cocaina, etc.: è come paragonare la camomilla ai barbiturici. Quanto al tenore di cannabinolo contenuto nelle piantine coltivate  ai nostri climi, per una pianta che, a quanto mi risulta, è acclimatata bene in Libano e in Messico, credo ci sarebbe da discutere.. Per l'accusa di spaccio, basta ricordare che la perquisizione in casa di Aldo ha fatto ritrovare in tutto 30 (trenta!) euro. E Aldo non aveva conto in banca o in posta.

3. Mi dicono che il Pm che ha in mano l'inchiesta sia una persona seria, che vuole andare a fondo e trovare i colpevoli. Ma è quello stesso che ha fatto arrestare Aldo e la sua compagna. Possibile che non avesse saputo che così facendo avrebbe lasciato soli in una casa isolata sull'Appennino un minore (quattordicenne) con la nonna ultranovantenne dalla salute precaria?

4. Non ho nessuna fiducia che si arrivi a stabilire la verità tramite la "giustizia" italiana. Abbiamo troppi esempi in cui lo stato italiano ha coperto le colpe di delitti e stragi su cui aveva interesse che la verità non venisse fuori. Mi vengono in mente Piazza Fontana, Brescia, Bologna, l'Italicus, Ustica, il G8 di Genova, l'assassinio di Pinelli, in cui il primo responsabile a sua volta è stato messo a tacere in un modo che ricorda parecchio il caso Kennedy, mandando poi in galera gente che probabilmente non c'entrava affatto. Voglio vedere, (ma vorrei non vedere) se anche qui trionferà la logica degli omissis (magari non dichiarati) del segreto di stato, della vergogna. Siamo sicuri che tutte le morti avvenute in carcere in questi anni e catalogate come "suicidio" siano state veramente tali?

5. C'è un pezzo per pianoforte di Robert Schumann, triste, ma di una tristezza quasi incredula, che ripete in vari toni, la stessa frase musicale che è una disperata domanda : si intitola "Warum?", perchè?

Giuseppe Bianzino

lettera tratta dal Il Manifesto del 16 novembre 2007

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Autobus per Genova
veritaperaldo | 15 Novembre, 2007 13:21

Il comitato verità per Aldo Bianzino sta organizzando un autobus da Perugia per partecipare alla manifestazione di Genova del 17 novembre.

Costo: intorno ai 10 euro. 

Per maggiori info: veritaperaldo@autistici.org

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Alcuni video e fotografie della manifestazione
veritaperaldo | 12 Novembre, 2007 10:49

Dal blog del laboratorio autonomo unipg riprendiamo questo video e questa galleria fotografica sulla manifestazione del 10 novembre 2007

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Info utili per arrivare al luogo di concentramento della manifestazione del 10 novembre a Perugia
veritaperaldo | 09 Novembre, 2007 18:40

Informazioni utili per arrivare al luogo di partenza della manifestazione. Per chi viene in auto, uscita e45 Perugia-Prepo e seguire il percorso segnato sulla mappa.


Visualizzazione ingrandita della mappa  #
Contributo di Maria Ciuffi per la manifestazione del 10 nov.2007
veritaperaldo | 09 Novembre, 2007 11:05
Per l'occasione della vostra manifestazione voglio mandarvi un saluto, 
un abbraccio e soprattutto un invito a lottare senza mai fermarvi 
perché non si dimentichino i nostri cari e l'ingiustizia atroce che 
rappresentano le carceri e il modo in cui la gente ci muore.
Purtroppo 
oggi non sono fisicamente lì con voi, ma c'è il mio cuore. Vorrei che 
si sentisse tutto il mio appoggio per chi protesta e si ribella e che  
tutta la mia rabbia sia d'aiuto a quelli che vogliono porre fine alla 
tirannia che rappresenta il carcere.
I giornali e le televisioni 
parlano tanto di bullismo nelle scuole o di altre sciocchezze, ma 
tacciono colpevolmente sulle troppe morti oscure nelle carceri 
italiane.
Un forte abbraccio a tutti, ma soprattutto a mamma Maura e 
babbo Giuseppe. Continuiamo ad andare avanti senza mollare mai.
Maria 
Ciuffi, madre di Marcello Lonzi
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Io ho paura dell’uomo nero
veritaperaldo | 09 Novembre, 2007 00:35

Io ho paura dell’uomo nero, ho paura del silenzio, ho paura dell’impunità, ho paura dell’indifferenza, dei giorni che passano senza che si faccia nulla, dell’oblio, del tirare avanti, dell’egoismo e della mancanza di solidarietà, della distanza che ci sta separando.

La notte tra il 13 e il 14 ottobre è stato assassinato, nel Carcere di Capanne a Perugia, Aldo Bianzino, un uomo di 44 anni, arrestato due giorni prima, insieme alla sua compagna Roberta, per possesso di piante di marijuana. Infarto dichiara il primo referto medico, secondo una prassi più che conosciuta, ma la seconda prova medica riscontra sul corpo di Aldo gravi contusioni al cervello, alla milza, al fegato, e diverse costole rotte.

E Aldo è morto. Come? Perchè? Chi è Stato?

L’accusa è di omissione di soccorso per i poliziotti incaricati di sorvegliare i detenuti quella notte.

Vogliamo chiarezza sui lati oscuri di questa vicenda.

Non ci basta una inchiesta aperta su un omicidio volontario contro ignoti, vogliamo che nessuna certificazione falsa e nessuna omissione omertosa incida sulla certezza della verità.

Vogliamo che la responsabilità della morte di Aldo sia assunta colettivamente, non sia attribuita solo all’istituto penitenziario ma al suo sistema carcerario.

Il caso di Aldo è troppo simile a quello di Giuseppe Ales, Federico Aldrovandi, Alberto Mercuriali, Marcello Lonzi, tutti figli di una sorta di "spontaneismo intollerante" che agisce violentemente contro gli stili di vita non omologanti.

Inoltre le loro e altre storie di violenze, morti e silenzi di Stato ci raccontano che nessun passo verso verità e giustizia si può fare se tutto viene delegato alle istituzioni.

E’ tempo di costituirci in comitato per la verità su Aldo, perchè non ci fidiamo di uno Stato che processa se stesso e che alla fine finisce sempre per autoassolversi o al massimo nel trovare un capro espiatorio che paghi al posto di un sistema che rende normale la violenza istituzionale e la tortura: quando la tortura non è reato il carcere uccide!

Vogliamo la verità, vogliamo che a nessun’altro succeda quello che è successo ad Aldo.

Vogliamo l'abrogazione della legge fini giovanardi.

Vogliamo vivere la nostra sicurezza, la nostra vita.

Vogliamo disinnescare le paranoia securitarie e arrestare le aggressioni proibizioniste, disattare le dinamiche di esclusione e di controllo sui corpi.

Vogliamo una municipalità altra, fatta di cittadinanze attive e partecipazione.

La sicurezza che vogliamo è sicurezza sul lavoro.

La sicurezza che vogliamo è sicurezza di avere un reddito.

Un paese che tortura chi coltiva una pianta e criminalizza gli stili di vita difficilmente può essere chiamato un paese civile.

Non vogliamo bugie, mistificazioni, insabbiamenti.

A chi chiede piu' carcere chiediamo verità e giustizia.

Oggi Trasformiamo la nostra paura in azione.

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Marco Travaglio legge un comunicato per Aldo Bianzino
veritaperaldo | 08 Novembre, 2007 02:08
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Conferenza stampa di presentazione della manifestazione
veritaperaldo | 07 Novembre, 2007 14:57
A quasi un mese dalla morte di Aldo Bianzino, avvenuta il 14 ottobre scorso nel carcere “Capanne” di Perugia, non ci sono certezze sulle cause di una morte inspiegabile, e si attende ancora l'esito definitivo delle perizie medico-legali.
Il comitato “Verità per Aldo” indice una manifestazione nazionale a Perugia per il prossimo 10 novembre 2007 ( alle ore 15 da Piazzale Bove) per sollecitare una risposta chiara e pronta da parte delle istituzioni, affinché sia fatta luce su questa vicenda.
Ma occorre anche unire, alla ricerca di questa verità, la denuncia di tutte quelle leggi e quelle istanze politiche volte solo a creare un facile consenso (il recente pacchetto sicurezza, la mai abrogata legge Fini Giovanardi) , dimenticando che la repressione difficilmente si concilia con i diritti umani. E non a caso è proprio la legge sulla tortura, che li dovrebbe salvaguardare, che il Parlamento italiano non riesce ancora ad approvare dopo anni di dibattiti e modifiche.
Il Comitato Verità per Aldo invita tutte le realtà sociali e politiche umbre e i cittadini/e a partecipare alla manifestazione e a sottoscrivere l'appello affinché non cali il silenzio sulla morte di Aldo.
Conferenza stampa di presentazione della manifestazione
Venerdì 9 novembre ore 11.30
Sala Consiliare della Provincia
Piazza Italia - Perugia
http://veritaperaldo.noblogs.org

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Messaggio della compagna di Aldo per la manifestazione del 10 novembre a Perugia
veritaperaldo | 07 Novembre, 2007 12:54

Invito tutti i cittadini a partecipare alla manifestazione "Verità per Aldo"

che è anche verità per tutti

e a sfilare dietro lo striscione con il quale io e mio figlio apriremo la manifestazione.

Roberta Radici, la compagna di Aldo Bianzino 

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Manifestazione Sabato 10 Novembre a Perugia
veritaperaldo | 06 Novembre, 2007 16:02

SABATO 10 Novembre - Manifestazione e Assemblea

Partenza alle ore 15 Piazzale Bove - Perugia

VERITA’ PER ALDO

Il carcere? sicuro da morire!

Aldo Bianzino e la sua compagna Roberta il 12 ottobre sono stati arrestai con l’accusa di possedere e coltivare alcune piante di marijuana. Trasferiti il giorno dopo al carcere di Capanne, sono separati. Roberta condotta in cella con altre donne, Aldo, in isolamento.

Da quel momento Roberta non vedrà più il suo compagno lasciato in buone condizioni di salute. La mattina seguente, domenica 14 ottobre alle 8,15, la polizia penitenziaria entrata nella cella, trova Aldo agonizzante che poco dopo muore.

Immediatamente la ex moglie, la compagna, i figli e gli amici si mobilitano per fare chiarezza su questa ingiusta morte chiedendo verità e giustizia perchè di carcere non si può morire!

Di fatto dopo un goffo tentativo di insabbiamento da parte delle autorità carcerarie (le prime indiscrezioni psulle cause della sulla morte si riferivano ad un improbabile infarto) famiglia e amici vengono a sapere che dall’autopsia risulta che Aldo è stato vittima di un vero e proprio pestaggio, il corpo infatti presentava una frattura alle costole, gravi lesioni al fegato, alla milza e al cervello.

Aldo Bianzino è morto ormai da più di due settimane.

Il silenzio delle istituzioni e dei rappresentanti della politica, dei cosiddetti garanti della nostra sicurezza sociale è assordante.

Indaffarati a sperimentare modelli di governance escludenti, a scagliarsi contro ambulanti, lavavetri, vagabondi, non hanno trovato, non stanno trovando, non trovano il tempo per superare l’alone di impunità, per denunciare chi umilia le persone sotto custodia, infligge sofferenze fisiche e psichiche ai detenuti, uccide.

E' tempo per noi di prendere posizione, spazio e voce.

Di raccontare. Di mantenere viva la memoria collettiva. Di evitare pericolosi insabbiamenti e difendere le nostre esistenze e le nostre pratiche identitarie da abusi, repressioni e pestaggi, “venduti”come atti di legalità.

E’ tempo di disinnescare le “paranoie” securitarie e arrestare le aggressioni proibizioniste, disattivare le dinamiche di esclusione e di controllo sui corpi.

Di resistere alla criminalizzazione degli stili di vita, alla violenza dell’intolleranza, all’esercizio arbitrario dei poteri di repressione e di controllo, alla manipolazione dell’informazione.

E’ tempo di agire, di porre interrogativi a chiunque desideri verità e giustizia per Aldo Bianzino, Giuseppe Ales, Federico Aldrovandi, Alberto Mercuriali. Marcello Lonzi.

E’ tempo di reclamare la scarcerazione immediata dei 5 ragazzi di Spoleto, vittime di una perversa applicazione del 270bis, strumento di controllo e intimidazione preventiva utilizzato ormai per sedare qualunque forma di dissenso.

E’ tempo di costituirci in comitato per la verità su Aldo, di ottenere verità e giustizia sugli omicidi di stato, di abrogare la legge Fini-Giovanardi e reclamare la fine di ogni proibizionismo, di contrastare e opporci ad una società che sempre meno tollera qualsiasi espressione fuori dalla norma, di farci carico delle sorti dei processi per il g8 di Genova rispondendo ai pruriti vendicativi del potere con una manifestazione nazionale che contrasti e interrompa la costruzione di processi di oblio e rimozione collettiva.

SABATO 10 Novembre Perugia Manifestazione e Assemblea

Partenza alle ore 15 Piazzale Bove - Perugia 

Un appuntamento nazionale contro tutte le intolleranze.

Perchè un paese intollerante e’ tutto tranne che un paese sicuro!

Perchè per una pianta d’erba in cella non si deve finire!

Perché in carcere non si deve morire!Verità per Aldo!

http://veritaperaldo.noblogs.org/

 

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LA NOTTE prima di morire Aldo Bianzino chiamò aiuto
veritaperaldo | 06 Novembre, 2007 12:43
La Nazione del 6 novembre 2007
— PERUGIA —
LA NOTTE prima di morire Aldo Bianzino (nella foto grande) chiamò aiuto.
Suonò due o tre volte il campanello di emergenza della sua cella. La
numero 20 della sezione transito del carcere di Capanne a Perugia.
Ma l’agente di polizia penitenziaria in servizio gli rispose di
smetterla e stare tranquillo perché il medico sarebbe passato solo il
giorno dopo. E agli altri detenuti che intervennero in suo ‘difesa’
impose di non intromettersi.
L’incidente probatorio davanti al gip Claudia Matteini (nel tondo) per
fare luce sul giallo della morte in cella non scioglie completamente le
ombre attorno alla fine del falegname di 44 anni. I detenuti confermano
la versione dell’‘omissione di soccorso’, accusando il poliziotto
indagato che però ha sempre negato.
Difeso dall’avvocato Daniela Paccoi ha sostenuto, anche davanti al pm
Giuseppe Petrazzini, di avere controllato regolarmente la cella di
Bianzino senza notare alcunché di anomalo. Le testimonianze sono state
assunte ieri mattina in aula alla presenza del pm, dell’avvocato Paccoi,
dell’agente indagato e dei difensori delle persone offese: l’avvocato
Massimo Zaganelli per la compagna e il figlio e l’avvocato Donatella
Donati per la ex moglie di Bianzino. Prima hanno deposto i due tunisini
che occupavano la cella 18. Uno dei due ha spiegato di essere sicuro che
si trattasse del falegname arrestato per la coltivazione di alcune
piante di marijuana perché conosceva la voce dell’altro italiano
rinchiuso alla numero 21. Le chiamate sarebbero avvenuto tra la
mezzanotte e le una e sarebbero state due o tre.
I detenuti hanno però anche chiarito, rispondendo ad alcune domande, di
non aver sentito alcuno entrare nella cella e di non aver sentito grida
provenire da lì dentro. «Ci trattano bene e non siamo mai stati
picchiati» ha riferito uno di loro. Poi sul banco dei testimoni è
comparso un rumeno, un lavorante che vide alle 7 di mattina Bianzino
(un’ora prima dell’intervento degli agenti) seduto sulla branda e
appoggiato al muro. A quell’ora però probabilmente era già morto. Infine
sono stati interrogati altri due tunisini (l’incidente probatorio è
stato allargato in un secondo momento) che hanno confermato di aver
sentito i suoni provocati dal campanello di emergenza senza però
riuscire a individuare da quale cella, precisamente, provenissero.
BIANZINO era stato trovato morto in cella la mattina del 14 ottobre
scorso, un giorno e mezzo dopo essere stato arrestato. L’ipotesi
iniziale era stata di un malore ma l’autopsia ha poi evidenziato alcune
lesioni sospette all’encefalo, al fegato e alla milza e la procura
perugina ha aperto un fascicolo per omicidio a carico di ignoti per
chiarire la vicenda.
Nell’ambito delle indagini condotte dalla squadra mobile è stato
indagato l’agente della polizia penitenziaria per omissione di soccorso
e omissione di atti di ufficio.
«Prendo atto dei risultati dell’incidente probatorio» ha commentato
l’avvocato Zaganelli. Mentre secondo l’avvocato Paccoi i detenuti hanno
fornito versioni «contraddittorie» in particolare sull’orario nel quale
ciascuno ha sentito il campanello.
«Il mio assistito è tranquillo per il proprio operato, — ha spiegato il
legale — consapevole di non essere mai stato chiamato da Bianzino quella
notte. E’ inoltre più volte passato davanti alla sua cella e alle altre
senza mai notare alcunché di anomalo».
Erika Pontini
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Faccia a faccia i detenuti e l’agente
veritaperaldo | 04 Novembre, 2007 12:31
La Nazione Umbria del 4/11/2007
Faccia a faccia i detenuti e l’agente
Domani il confronto a Perugia per la morte di Aldo Bianzino
di CRISTINA CRISCI
— PERUGIA —
UNA DECISIONE presa di comune accordo da tutti i familiari di Aldo
Bianzino. Quella di celebrare i funerali non ieri come inizialmente
annunciato (a seguito della restituzione della salma da parte della
magistratura), ma domenica 11 è stata una scelta unanime. C’è così
un’altra settimana di tempo per fare ancora più chiarezza sulla morte
avvenuta in carcere nella notte tra il 13 e 14 ottobre scorso.
E’ L’AVVOCATO Massimo Zaganelli all’indomani della notizia del rinvio
delle esequie funebri ad evidenziare dettagli più precisi: «Non c’è
stato l’intervento della magistratura per quanto riguarda lo stop alla
sepoltura — puntualizza il legale della compagna di Bianzino Roberta e
del figlio quattordicenne — ma la decisione è dovuta esclusivamente alla
concorde volontà dei familiari del defunto».
OVVIO è che su questa ultima disposizione un suo peso ce l’ha avuta la
consultazione tra tutti i legali dei familiari che hanno insieme
valutato l’opportunità di poter procedere nel corso di questa settimana
ad ulteriori visite post mortem sul cadavere, prima della sua sepoltura.
Proprio nella lunga giornata di venerdì infatti Zaganelli aveva inviato
alla procura di Perugia quella che tecnicamente si chiama «un’istanza
propositiva» avanzando «ulteriori esigenze di accertamento». Infatti se
il corpo venisse sepolto, ci sarebbero circa 30 giorni di tempo per una
ipotetica riesumazione per nuovi rilievi. Eventualità che caricherebbe i
familiari stessi di maggior dolore. Da qui la decisione finale di
celebrare i funerali domenica prossima a Pietralunga nella chiesa della
Madonna dei Rimedi e poi nel cimitero di Pagialla.
Una settimana ancora per cercare di eliminare i dubbi attorno alla
natura dei traumi interni già emersi nei precedenti accertamenti. Sul
rinvio dei funerali anche gli altri legali coinvolti non hanno
evidenziato eccezioni.
IN ATTESA che sul fronte delle nuove perizie giungano certezze, domani
nel carcere di Capanne si svolgerà l’incidente probatorio fissato dal
gip Claudia Matteini. Un faccia a faccia tra l’agente della
penitenziaria indagato per omissione di soccorso e alcuni detenuti che
avrebbero reso testimonianze piuttosto circostanziate sulla notte
precedente al ritrovamento del cadavere di Bianzino nella sua cella.
I detenuti pare abbiano dichiarato di aver sentito più volte lamentarsi
Aldo e chiedere aiuto.
All’incidente probatorio hanno fatto espressa richiesta di partecipare,
come prevede la legge, anche gli avvocati dei familiari della vittima.
sss
Ci sarà invece da attendere ancora per i risultati delle analisi autoptiche.
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LA SOLIDARIETÀ SABATO L’INIZIATIVA NAZIONALE. I VERDI. «TROPPI LATI
ANCORA OSCURI»
Manifestazione per chiedere verità
— PERUGIA —
ALLA VIGILIA dei funerali, una manifestazione nazionale per chiedere
giustizia. E’ il comitato «Verità per Aldo»
(www.veritaperaldo.noblogs.org») ad aver promosso la mobilitazione che
partirà alle 15 di sabato prossimo da piazzale Bove a Perugia per poi
percorrere le principali vie della città. «Un appuntamento nazionale
contro tutte le intolleranze — si legge nel volantino — perché un Paese
intollerante è tutto tranne che un Paese sicuro… Perché in carcere non
si deve morire».
sss
«La tragica vicenda di Aldo Bianzino getta un’ombra pesante sul nostro
sistema carcerario e sulla rispondenza tra presunti reati commessi e
pene inflitte. Se fossero accertate le gravissime lesioni dovute a
percosse che il falegname di Pietralunga avrebbe subìto, saremmo di
fronte a un fatto di sconcertante gravità». Con queste parole il
consigliere regionale Oliviero Dottorini annuncia l’adesione del gruppo
dei Verdi e civici «a tutte le iniziative che servano a chiedere
chiarezza sulla vicenda che ha coinvolto l’artigiano altotiberino e la
sua famiglia». «Pur con tutta la possibile cautela circa le cause del
decesso — aggiunge Dottorini — è del tutto evidente che ci troviamo di
fronte a un fatto grave e inspiegabile, del quale vanno accertate tutte
le eventuali responsabilità, da qualsiasi parte provengano. Il fatto che
il caso stia assumendo un rilievo nazionale e internazionale e che il
sottosegretario Manconi assicuri trasparenza e collaborazione riguardo
all’individuazione delle cause della morte ci tranquillizza, ma non
rende ragione a una famiglia spezzata senza apparenti motivi. E’ giusto
— conclude — che la comunità regionale e l’intero paese si mobilitino
per chiedere la verità e una spiegazione razionale e coerente per una
vicenda con troppi lati oscuri».
PER CHI VUOLE fare donazioni a favore della compagna e del figlio
minorenne di Aldo è attivo il Banco posta: cc n.27113620.
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Assemblea organizzativa lunedi 5 novembre 2007
veritaperaldo | 04 Novembre, 2007 11:57
Lunedi 5 novembre ore 21.30 assemblea organizzativa del Comitato Verità per Aldo presso il circolo arci Island a Perugia in via Magno Magnini (per info su come arrivare: http://poi.oziosi.org/?q=taxonomy/term/11)  #
Morto in cella: l'inchiesta raddoppia
veritaperaldo | 03 Novembre, 2007 20:03
http://www.sergiodelia.it/blog/uploads/giornaleumbria281007.pdf  #
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