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12 Brevi Poesie per Aldo
veritaperaldo | 07 Febbraio, 2008 11:18

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Aldo Bianzino è morto nella prigione di Capanne a Perugia, il 14 ottobre 2007,
2 giorni dopo il suo arresto per aver coltivato piante di canapa nel suo orto.

1
Tutt’oggi il piede mi fa male
dal maledetto armadio Ikea che ci è caduto su
otto mesi fa
e Aldo è morto.
E tutto il giorno che penso alla fragilità
come il dolore si ricorda del dolore
e Aldo è morto.
Argentina disse che aveva dei bellissimi occhi verdi
ma non ci feci mai caso.
Era molto bello,
Era

2
E’ autunno, sì, quella stagione
arancione per la sua asprezza, rosso per il fuoco e la brace e le ceneri,
l’urna funeraria che lui non ha mai avuto
così solita in Umbria.
Scolpirò una sega sulla sua e della carta vetrata.
Questi spigoli ruvidi non diventeranno mai lisci.
E una buffa spazzola.

3
Non l’ho mai conosciuto bene.
Ma non mi riesce di immaginarlo diventare uno spettro.
Quegli occhiali sfavillanti,
estrosa costellazione.

4
Construirò quella passerella
dal terrazzo al ripostiglio in giardino
con le sei altalene di canovaccio matte
vele a strisce verdi e blu
che danzano sotto le raffiche o ferme
in memoria di te.

5
Sempre preoccupandoti per gli altri —
ti premeva così tanto.
L’esame perso del tuo figlio, quasi perso,
alla fine, ce l’ha fatta.
L’epatite persistente di tua moglie, troppo spaventata
per andare all’ospedale, alla fine
ci dovrà andare. Alla fine
il tuo fegato schiacciato, la milza
schiacciata – “lesioni interne.”
Soffro di lesioni interne ora.
Ho dovuto cercare milza sul dizionario,
trovavo sempre milizia.

6
Eri la prima persona con cui parlai
quando tornai dall’ospedale con Melina
e scoprii una nuova solitudine.
Mite, così mite,
dolce falegname dalle mani dorate
che sempre costruivano.
Sembri esserci sempre stato per i passaggi.
Avessi potuto darti
un ditale di compassione
il tuo ultimo momento duro.

7
Chiese dell’acqua tre volte
e i soldati lo derisero.
La guardia fece su e giù nel suo pentametro.

8
L’acqua della vita…
Diversi reclusi ti hanno sentito lamentarti
quella domenica mattina, prima che venissi pronunciato morto.
Migliora la tua pronuncia, giovanotto.
Cosa può fare la bellezza?
Mi lancio fra te e la spranga.

9
Invita tutti i piccioni
alla conferenza internazionale sulla tortura.

10
La prigione è un cerchio chiuso.
Le stanze di solito non hanno vista
sull’oceano (cioè l’infinito) o sulla neve
che è così spesso una benedizione
o sui meli di color bianco (e va bene, rosa)
il vergognarsi del diventare.
Né possiamo vedere noi attraverso le finestre che non hanno scuri
e questo aumenta la gravità della parentesi.
O, simbolo della perfezione.

11
E’ ragionevole sentirsi confortati dagli articoli usciti
sui giornali locali e nazionali e internazionali
essere soddisfatti dalla rivendicazione
del diritto all’informazione
ma di ragionevole cosa c’è nel dolore
nel protagonista indifeso di tutta la fanfara,
la sua famiglia scheggiata?

12
Che applichino balsami lenitivi su tutte le tue ferite
interne ed esterne, visibili ed invisibili
(vecchia tecnica degli asciugamani bagnati, perfezionata dal fascismo)
e che ti avvolgano nelle fasce imbevute di mirra e di cannella
per poi avviarti sul tuo viaggio ninnando.
E che la fisarmonica delle onde
ti sostenga con qualche tua melodia preferita
e ti porti onorevolmente
dovunque tu più vorresti essere.

Jane Oliensis vive nelle colline di Assisi con la
sua famiglia, tre simpatici cani e due gatti.
Scrive ed insegna. E’ presidente dell’associazione
culturale Humanities Spring in Assisi.

 

tratto da: http://www.micropolis-segnocritico.it/mensile/?p=794 

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Il comitato verità per Aldo all'inaugurazione del Minimetro
veritaperaldo | 30 Gennaio, 2008 16:37

Presenza del comitato e massiccio volantinaggio all'inaugurazione del Minimetro a Perugia.

Ecco il testo volantino distribuito e sotto le foto:

Verità per Aldo Bianzino! Sono ormai passati più di tre mesi da quando Aldo Bianzino è morto nel carcere di Capanne e da quando più di duemila persone sono scese in piazza per chiedere verità e giustizia per una morte tanto assurda. A casa di Aldo sono state ritrovate alcune piante di marjiuna che coltivava per uso personale, ciò nonostante è stato trattato come un pericoloso criminale, arrestato e portato in una cella d'isolamento nel carcere di Capanne, dal quale non è più uscito vivo. In un primo momento, le cause della sua morte sembrano essere piuttosto chiare,dopo pochi giorni trapela la notizia di un omicidio avvenuto in carcere. Dalle dichiarazioni del primo medico legale che ha fatto l'autopsia sul corpo di Aldo emerge con chiarezza l'ipotesi di una morte causata da percosse che avrebbero provocato ematomi al cervello, distaccamento del fegato, lesioni alla milza e costole rotte. La notizia fa il giro di tutti i giornali locali e subito dopo anche dei media nazionali, l'ipotesi del pestaggio resta per diverso tempo la più accreditata. L'attenzione dei media sul caso di Aldo Bianzino cala progressivamente, oscurata dalla notizia dell'omicidio avvenuto a Perugia della studentessa inglese Meredith Kercher, un evento ben più vendibile, costruito per soddisfare la morbosità di tanti lettori. Sull'onda mediatica la risposta delle istituzioni è sfociata in misure repressive e di ordine pubblico con veri e propri rastrellamenti che ricordano scenari d'altri tempi, mentre è assordante il loro silenzio sulla vicenda di Aldo. Il caso di una morte avvenuta all'interno delle mura domestiche sembra essere più facile da gestire rispetto a quello di una morte in carcere, luogo simbolo della sicurezza dello Stato, sicuro da morire! verrebbe da aggiungere. Da questo momento in poi le indagini su quanto avventuto a Capanne prendono un'altra direzione, si comincia a parlare di possibile morte naturale. Si profila così un nuovo scenario, costruito ad hoc attraverso una serie di passaggi che tendono chiaramente ad insabbiare quanto è realmente successo tra il 13 e il 14 di Ottobre nel carcere di Capanne. Sappiamo bene che che si tratta di una vera e propria strategia e che le ultime fuorvianti ipotesi potrebbero portare all'archiviazione del caso. Tra pochi giorni, verranno consegnati i risultati degli esami autoptici eseguiti sul corpo di Aldo, e il PM Petrazzini, titolare dell'inchiesta, dovrà decidere se aprire un processo per omicidio verso ignoti o meno. Ora più che mai è necessario far sentire la nostra voce. Affinchè la morte di Aldo non passi sotto silenzio! Affinchè sia fatta luce su quanto accaduto! Perchè di carcere non si può morire! Perchè in carcere non si deve finire! Comitato verità per Aldo

http://veritaperaldo.noblogs.org

 

FOTO:

 

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Reggae 'n' rolla per Aldo
veritaperaldo | 17 Gennaio, 2008 23:23
Arrestato per coltivazione di marijuana nei colli perugini, moriva in carcere nelle 36 ore successive per gravi lesioni. Verità e giustizia per Aldo.
 
La marijuana va bene il proibizionismo uccide.

Dancehall con:

DabaDub 

Villa Ada Posse

One Love

Soul Roots 

Benefit per Aldo Bianzino al cs Ricomincio dal faro - via del Trullo 330 - Roma
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Benefit per Bianzino al CPA di Firenze
veritaperaldo | 07 Gennaio, 2008 11:06

Il 12 gennaio 2008 ci sarà una serata benefit per parlare del caso di Aldo Bianzino a Firenze presso il CPA Fi Sud.

ore 20.30: cena sociale e incontro con il comitato veritaperaldo

ore 22.30:concerto di Dome La Muerte (Garage Punk) + The Headbangers (Po Garage Punk)

L'indirizzo del Centro Popolare Autogestito Firenze Sud è Via Villamagna 27/a,  Firenze

bus: 3,8,23,71,80 (fermata p.zza Gualfredotto)
Uscita autostrada Firenze Sud, svincolo v.le Europa .
Come arrivare

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Rassegna stampa completa
veritaperaldo | 29 Dicembre, 2007 14:47
Bianzino.pdf

Qui sopra trovate la rassegna stampa completa dal  13 ottobre al 13 novembre.

(per vedere tutta la rassegna stampa cliccare sul file "bianzino.pdf" che si trova qui sopra) 

 

 

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verità per Aldo: i dubbi persistono
veritaperaldo | 28 Dicembre, 2007 18:50

Siamo qua per raccontare la storia di un uomo, un mite falegname, esile, meditativo, incensurato.
Quest'uomo era un padre, un fratello, un figlio, un compagno di vita, un pacifico, un buono, un gran lavoratore, un giovane di 44 anni che aveva ancora tanto da dare a questo mondo.
La mattina del 12 ottobre scorso una pattuglia di carabinieri ha trovato alcune piantine di marijuana nel terreno del suo casolare di campagna, coltivate per uso personale, e per questo lo ha prelevato ed affidato alle patrie galere. Ha salutato il figlio quattordicenne e la nonna novantunenne (lasciati soli nella cascina isolata tra gli appennini umbri) con la serenità che lo ha sempre contraddistinto e con la sicurezza di essere di ritorno entro pochi giorni. Nel carcere di Capanne è stato sottoposto ad una visita medica che lo ha dichiarato in perfetta salute e poi rinchiuso in una cella di isolamento, da cui e' uscito morto due giorni piu' tardi.
Nel frattempo non c'e' stata un'udienza di convalida dell'arresto, non è entrato in contatto con altri detenuti, non ha contattato nessuno esterno al carere.
Cosa sia invece successo in quella cella stanno ancora provando a stabilirlo le indagini, a quasi due mesi di distanza. Le analisi autoptiche parlano di lacerazioni ed emorragie a fegato e cervello, ma di nessun segno esterno di violenza. Quello che possiamo immaginare è una violenza compiuta da un "professionista" o, nella "migliore" delle ipotesi, un'omissione di soccorso. Quello che possiamo fare è, invece, affidare le nostre speranze ad uno stato che indaga su se stesso, in cui un fatto così grave viene sovrastato da casi di cronaca più "interessanti", magari con qualche scandalo sessuale, sicuramente senza il coinvolginento di pubbliche istituzioni. Quello che possiamo sperare è che sia fatta chiarezza su questo caso, che sia resa "giustizia" e dignità ad una persona, che tragedie del genere non siano più rese possibili.

Aruna Prem Bianzino 

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Al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano...
veritaperaldo | 24 Dicembre, 2007 18:44
Al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano
Signor presidente,
nonostante la grande stima che ho nei suoi confronti, mi perdonerà se, seguendo l’esempio dei miei
genitori, volutamente non uso le lettere maiuscole nel rivolgermi a lei ed alle istituzioni in genere, nel
tentativo di riavvicinarvi un po’, almeno simbolicamente, alla popolazione italiana.
Leggo sui giornali, con immensa gioia, che é stata finalmente presentata all’ONU la moratoria
internazionale sulla pena di morte. Credo che sia una grande battaglia di civiltà portata avanti dal nostro
Paese.
La vicenda di cui vorrei informarla, però, è un’altra.
Non so se ha sentito parlare di quell’uomo di 44 anni, trovato morto nel carcere di Capanne, nei pressi
di Perugia, la mattina del 14 ottobre scorso.
Quell’uomo era un falegname che viveva nelle campagne dell’Umbria, nel cuore del nostro Paese, e
conduceva una vita fatta di duro lavoro, amore per la propria famiglia ed i suoi tre figli, di preghiera ed
amore per la natura. Quell’uomo costruiva mobili, mensole, porte, finestre, soppalchi. Era una delle
persone più tranquille del mondo, quell’uomo, ed era circondato da centinaia di persone che gli
volevano bene. Era un nonviolento, un “gandhiano”, e, come me, avrebbe apprezzato moltissimo
l’iniziativa per l’abolizione della pena di morte in tutto il mondo. Quell’uomo la sera del 12 ottobre è
stato arrestato perché nel suo orto è stata trovata qualche piantina di canapa indiana per uso personale.
La canapa, come è noto, è quella pianta che i nonni dei nostri nonni hanno coltivato e utilizzato per
centinaia di anni, fino all’introduzione in Europa del tabacco, pianta che, a differenza della canapa,
provoca dipendenza e causa milioni di morti in tutto il mondo.
Va da sé che se in un Paese aumentano le cose considerate illegali, il mondo dell’illegalità trova nuova
linfa per alimentarsi e diventare sempre più forte. Ecco probabilmente perché, venendo incontro alla
mafia, alla camorra, alla ‘ndrangheta, alle multinazionali del tabacco, nonché alla malavita in genere, la
canapa è stata equiparata alle droghe ed inserita tra le sostanze illegali.
Fermo restando, comunque, che il problema della droga, quella vera, quella che si trova con gran facilità
in tutte le discoteche, o quella di cui fanno uso molti uomini d’onore che siedono sui banchi di
Montecitorio e Palazzo Madama, sia un problema molto serio. Ma torniamo al nostro uomo, un
problema ancor più serio.
L’arresto è avvenuto al termine di una giornata di perquisizioni, a seguito delle quali, oltre alle piantine,
si è scoperto che il falegname aveva soldi in casa per un valore di 30 (trenta) euro, e nessun conto in
banca o in posta. E’ stato quindi deciso di mettere l’uomo, totalmente incensurato, in una cella di
isolamento, e lasciare a casa, per un tempo indeterminato, un ragazzino di 14 anni in compagnia della
nonna ultranovantenne in precarie condizioni di salute.
C’è chi dice che l’uomo sia stato scambiato per qualcun altro, forse per uno spacciatore, forse per un
anarchico o chissà chi.
I fatti ci raccontano che dopo l’arresto, sono state effettuate le consuete ed accurate visite mediche e
psichiatriche, attestanti che l’uomo era in perfette condizioni psico-fisiche, con pressione arteriosa e
battito cardiaco ottimali. La mattina del 14 l’uomo è stato trovato morto.
I medici legali, la voce della scienza, ci dicono che dopo la prima autopsia sul corpo dell’uomo sono
state riscontrate delle lesioni. Lesioni compatibili con l’omicidio. Compatibili con la tortura. Tortura
che, se confermata, è stata certamente compiuta da professionisti, gente addestrata ad uccidere con
metodi che non lasciano segni esteriori, ma svariate lesioni interne, riscontrabili solo tramite esami
autoptici.
Ovviamente c’è un’indagine in corso, che potrà confermare o meno queste ipotesi. Ed a proposito
dell’indagine, essendo lei anche il presidente del Csm, vorrei informarla di alcuni particolari. Si sa che
un carcere di “sicurezza” è tenuto ad essere videosorvegliato ed a fornire le immagini di tutto ciò che
succede al suo interno, 24 ore su 24. Ma le attese immagini chiarificatrici non hanno ancora chiarito
nulla. Si sa anche che quando un magistrato fissa l’incidente probatorio è obbligato a convocare tutte le
parti in causa. Ma anche questo non è successo. Ultima precisazione, poi, che potrebbe apparire
alquanto bizzarra: il magistrato che sta conducendo le indagini è la stessa persona che ha ordinato
l’arresto dell’uomo.
E’ ovvio, comunque, che in un Paese civile come il nostro, un Paese che diffonde democrazia, pace e
giustizia in tutto il mondo, ci si aspetterebbe che, se ci fosse qualcuno sospettato per aver commesso un
simile assassinio, costui fosse quanto meno sospeso dal proprio incarico. Beh, non ci crederà, signor
presidente, ma questo non è successo.
Un Paese come il nostro, che porta alta la fiaccola dei diritti umani ed urla al resto del mondo di
abrogare la pena di morte, consente a propri dipendenti, sospettati di simili atrocità, di continuare ad
esercitare la loro “professione” indisturbati, magari nei confronti di altri uomini o donne. Magari proprio
in questo momento, mentre le sto scrivendo.
Sabato 10 novembre a Perugia c’è stata una grande manifestazione, piena di giovani e con oltre duemila
persone, che chiedevano verità e giustizia per quell’uomo. Chiedevano di poter vivere in un Paese
migliore, signor presidente.
Ho la speranza, signor presidente, che un giorno qualche nazione, ancora più civile della nostra, vada
all’ONU a chiedere che venga fatta piena luce sulle centinaia di morti che avvengono all’interno delle
carceri italiane.
Questo per sperare di poter vivere in un mondo un po’ più giusto, un po’ più libero, un po’ più vivibile.
Così come avrebbe voluto anche quell’uomo. Quell’uomo che si chiamava Aldo. E che era mio fratello.
Distinti saluti.
Claudio Bianzino  #
Lunedi 17 dicembre 2007 assemblea del Comitato Verità per Aldo
veritaperaldo | 12 Dicembre, 2007 13:55

Lunedi 17 dicembre 2007 ore 21.30 ci sarà una assemblea del Comitato Verità per Aldo per coordinare e promuovere le future iniziative perchè la storia di Aldo non sia dimenticata.

L'assemblea si terrà presso il circolo arci Island a Perugia in via Magno Magnini (per info su come arrivare clicca qui )

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Ska-Benefit 7 dicembre 2007 per Aldo Bianzino
veritaperaldo | 02 Dicembre, 2007 19:58
7 dicembre

Continua la raccolta fondi del comitato verità per Aldo

Venerdi 7 dicembre 2007  ore 22.30

Ska - Ba - WoW in concerto

Csoa Ex Mattatoio

via della Valtiera - Uscita E45 Torgiano/Ponte S.Giovanni - Perugia 

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Reggae-Benefit a Milano
veritaperaldo | 24 Novembre, 2007 13:40

Segnaliamo questa serata organizzata dalla Cascina Autogestita Torchiera senzacqua a Milano.

http://torchiera.noblogs.org/post/2007/11/20/ganja-bass-reggae-bianzino 

Una serata antiproibizionista in favore dell'autoproduzione e di raccolta fondi per i familiari di Aldo Bianzino.

 

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Lettera di Giuseppe Bianzino (padre di Aldo)
veritaperaldo | 16 Novembre, 2007 14:32

Cari amici de Il Manifesto, sono il papà di Aldo Bianzino (morto di percosse nel carcere di Perugia il 23/10 dopo essere stato arrestato per detenzione di marijuana, ndr) vi chiamo amici perchè, pur non conoscendovi personalmente, vi ho sentiti vicini nella tragedia che ci ha colpiti. Io e mia moglie desideriamo vivamente ringraziare voi e tutti coloro che hanno seguito e raccontato i fatti. Un grazie va a Luigi Manconi, al quale in particolare ci affidiamo perchè non molli e faccia di tutto per arrivare alla verità e identificare i colpevoli, e alla signora Maria Ciuffi, la mamma di Marcello Lauri che era stata colpita da una tragedia uguale e che ci ha scritto una lettera che voi avete pubblicato. Unisco a questa lettera alcune mie riflessioni delle quali mi assumo in ogni caso tutta la responsabilità scaricando eventualmente voi.

1. Quelli che hanno massacrato Aldo si sono comportati come i componenti della famigerata banda banda Koch, o come gli aguzzini di Videla o Pinochet. In quella gente però c'era una diversità: combatteva in modo ignobile, contro qualcuno, aveva una parte avversa, inerme e debole, ma comunque avversa che stava "dall'altra parte", che, almeno ai loro occhi, si configurava come "nemico". Lungi dall'essere una giustificazione, questa se non altro può essere un spiegazione. Ma Aldo, di chi poteva essere "parte avversa"?

2. Il direttore del carcere chiama se stesso e la sua organizzazione fuori da ogni colpa: ma in quel carcere che si definisce di "sicurezza", non era forse lui prima di tutti il responsabile di ciò che avveniva, della vita e della salute di chi gli era stato affidato? Si possono paragonare tra loro l'illegalità (secondo la legge italiana attuale) di coltivare piante di cannabis e le sevizie mortali (materiali, mentali, morali) inflitte ad un uomo? Eppure si sente aleggiare, tra i "benpensanti", la gente "per bene", che in fondo era un drogato, quindi aveva le sue colpe. La legge infame di cui sopra, tra l'altro accomuna marijuana e crack, eroina, cocaina, etc.: è come paragonare la camomilla ai barbiturici. Quanto al tenore di cannabinolo contenuto nelle piantine coltivate  ai nostri climi, per una pianta che, a quanto mi risulta, è acclimatata bene in Libano e in Messico, credo ci sarebbe da discutere.. Per l'accusa di spaccio, basta ricordare che la perquisizione in casa di Aldo ha fatto ritrovare in tutto 30 (trenta!) euro. E Aldo non aveva conto in banca o in posta.

3. Mi dicono che il Pm che ha in mano l'inchiesta sia una persona seria, che vuole andare a fondo e trovare i colpevoli. Ma è quello stesso che ha fatto arrestare Aldo e la sua compagna. Possibile che non avesse saputo che così facendo avrebbe lasciato soli in una casa isolata sull'Appennino un minore (quattordicenne) con la nonna ultranovantenne dalla salute precaria?

4. Non ho nessuna fiducia che si arrivi a stabilire la verità tramite la "giustizia" italiana. Abbiamo troppi esempi in cui lo stato italiano ha coperto le colpe di delitti e stragi su cui aveva interesse che la verità non venisse fuori. Mi vengono in mente Piazza Fontana, Brescia, Bologna, l'Italicus, Ustica, il G8 di Genova, l'assassinio di Pinelli, in cui il primo responsabile a sua volta è stato messo a tacere in un modo che ricorda parecchio il caso Kennedy, mandando poi in galera gente che probabilmente non c'entrava affatto. Voglio vedere, (ma vorrei non vedere) se anche qui trionferà la logica degli omissis (magari non dichiarati) del segreto di stato, della vergogna. Siamo sicuri che tutte le morti avvenute in carcere in questi anni e catalogate come "suicidio" siano state veramente tali?

5. C'è un pezzo per pianoforte di Robert Schumann, triste, ma di una tristezza quasi incredula, che ripete in vari toni, la stessa frase musicale che è una disperata domanda : si intitola "Warum?", perchè?

Giuseppe Bianzino

lettera tratta dal Il Manifesto del 16 novembre 2007

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Autobus per Genova
veritaperaldo | 15 Novembre, 2007 13:21

Il comitato verità per Aldo Bianzino sta organizzando un autobus da Perugia per partecipare alla manifestazione di Genova del 17 novembre.

Costo: intorno ai 10 euro. 

Per maggiori info: veritaperaldo@autistici.org

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Alcuni video e fotografie della manifestazione
veritaperaldo | 12 Novembre, 2007 10:49

Dal blog del laboratorio autonomo unipg riprendiamo questo video e questa galleria fotografica sulla manifestazione del 10 novembre 2007

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Info utili per arrivare al luogo di concentramento della manifestazione del 10 novembre a Perugia
veritaperaldo | 09 Novembre, 2007 18:40

Informazioni utili per arrivare al luogo di partenza della manifestazione. Per chi viene in auto, uscita e45 Perugia-Prepo e seguire il percorso segnato sulla mappa.


Visualizzazione ingrandita della mappa  #
Contributo di Maria Ciuffi per la manifestazione del 10 nov.2007
veritaperaldo | 09 Novembre, 2007 11:05
Per l'occasione della vostra manifestazione voglio mandarvi un saluto, 
un abbraccio e soprattutto un invito a lottare senza mai fermarvi 
perché non si dimentichino i nostri cari e l'ingiustizia atroce che 
rappresentano le carceri e il modo in cui la gente ci muore.
Purtroppo 
oggi non sono fisicamente lì con voi, ma c'è il mio cuore. Vorrei che 
si sentisse tutto il mio appoggio per chi protesta e si ribella e che  
tutta la mia rabbia sia d'aiuto a quelli che vogliono porre fine alla 
tirannia che rappresenta il carcere.
I giornali e le televisioni 
parlano tanto di bullismo nelle scuole o di altre sciocchezze, ma 
tacciono colpevolmente sulle troppe morti oscure nelle carceri 
italiane.
Un forte abbraccio a tutti, ma soprattutto a mamma Maura e 
babbo Giuseppe. Continuiamo ad andare avanti senza mollare mai.
Maria 
Ciuffi, madre di Marcello Lonzi
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