Droghe: Roma; la "Million Marijuana March" per Aldo Bianzino
Dire, 5 maggio 2008
È stata dedicata ad Aldo Bianzino (il falegname quarantenne umbro
arrestato lo scorso inverno perché aveva piante di marijuana nel suo
casolare e morto in carcere il giorno dopo) l'ottava edizione della
Million Marijuana March, che alle 16 è partita da piazza della Repubblica
a Roma. La marcia fa parte di un' iniziativa mondiale che, partita dalle
poche decine di città del 1999, coinvolge ormai più di 220 città su tre
punti rivendicativi: fine delle persecuzioni per i consumatori; diritto
all' uso terapeutico della Cannabis per i pazienti; diritto a coltivare
liberamente una pianta che è parte del patrimonio botanico del pianeta.
"Quest' anno la dedicheremo ad Aldo Bianzino - afferma Alberto Sciolari,
uno degli organizzatori - perché la sua vicenda è davvero inquietante: lo
arrestarono nel suo casolare in campagna perché aveva qualche pianta di
marijuana e il giorno dopo morì in cella. Dissero che si trattava di un
malore, ma dall' autopsia risultò la frattura di alcune costole e danni al
fegato, come se avesse subito un pestaggio fatto ad arte per non lasciare
tracce evidenti".
Un pensiero Sciolari lo rivolge però anche al nuovo sindaco di Roma Gianni
Alemanno: "Ora ci si può aspettare di tutto, perché in teoria, a
differenza di Veltroni che aveva cercato di mantenere una pace sociale,
Alemanno potrebbe decidere di far applicare rigorosamente la legge
Fini-Giovanardi, usandola come grimaldello. Da parte nostra cercheremo di
mantenere dei paletti, soprattutto sul diritto dei malati a curarsi con la
cannabis, perché se il peggio inizia poi non si ferma più".
3 MAGGIO 2008
ROMA
8a MILLION MARIJUANA MARCH
DEDICATA AD ALDO BIANZINO http://veritaperaldo.noblogs.org
ORE 16.00 PIAZZA ESEDRA
La million marijuana march è un'iniziativa mondiale lanciata nel 1999 dal sito statunitense http://www.cures-not-wars.org. Sbarcò nel nostro paese il 5 maggio 2001 con la campagna di autodenuncia di massa "Signor giudice ho piantato un seme"
(info alla pag http://www.ilmanifesto.it/piantailseme/campagna2001.htm)
che raccolse circa 1100autodenunce tra Palermo, Milano e Roma dove il 05-05-01 furono consegnate 645 autodenunce assieme ad alcune piantine di cannabis alla caserma dei carabinieri di piazza Venezia da una delegazione di nove persone al termine di una street antiprò partita da piazza della Repubblica e aperta da una delegazione di indiani Lakota.
Il giudice per le indagini preliminari prosciolse i nove in istruttoria preliminare stabilendo che non vi era reato e la vicenda si concluse quindi senza conseguenze penali oltre che per la delegazione anche per tutti gli autodenunciati nei confronti dei quali non fù mai iniziata nessuna azione legale.
Da allora ogni anno il primo fine settimana di maggio l'Italia partecipa con Roma all'iniziativa mondiale che partita dalle poche decine di città del 1999, coinvolge ormai più di 220 città su tre punti rivendicativi da sempre uguali in tutto il mondo:
1) fine delle persecuzioni per i consumatori.
2) diritto all'uso terapeutico della Cannabis per i Pazienti
3) diritto a coltivare liberamente una pianta che è parte del patrimonio botanico del Pianeta.
La ultime edizioni, sabato 6 Maggio 2006 e sabato 5 Maggio 2007 hanno attraversato Roma da Piazza della Repubblica a Piazza Bocca della Verità con una partecipazione di alcune decine di migliaia di consumatori e consumatrici danzanti dietro ai camion sound.
Per la prossima edizione, sabato 3 Maggio 2008 (la ottava italiana a Roma e la decima per il resto del mondo) ci aspettiamo una partecipazione ancora maggiore dato il carattere esponenziale dell'iniziativa mondiale.
In questa ottava edizione la Million avrà inizio alle ore 16.00 a P.zza della Repubblica e terminerà improrogabilmente entro le ore 23,30 a P.zza Bocca della Verità.
Giovedì 3 aprile , presso il crx di madonna alta a Perugia , si terrà un aperitivo (ore 20:30) e
a seguire , concerto a supporto del "comitato Verità per Aldo". Suoneranno Matta Clast e Psyco candy.
Milano - 28 marzo 2008 in Cantiere
Raggae contro il proibizionismo, con Aldo nel cuore
Serata Benefit per Aldo Bianzino, contro la Milano del proibizionismo in kit.
Venerdì 28 Marzo, dalle 22.00 serata benefit per Aldo Bianzino,
Presenta:
ZizzaPowaPosse
suonano
Dabadub
Yeah Sound
A partire dalle 18.00 PostSocialAperitive Antiproibizionismo in Autonomia, a cura di Nesp, www.nonesemprepesante.org
Una giornata, una notte, una festa per non dimenticare Aldo Bianzino, morto dopo una notte in questura per essere stato trovato in possesso di qualche pianta di marijuana, nella sua cascina nella campagna perugina. Per non dimenticare nessuna delle vittime che il proibizionismo produce. Un’occasione, nella città dei kit antidroga, delle politiche securitarie e del controllo, per ragionare sull’autonomia delle pratiche antiproibizioniste. Un’occasione per aiutare concretamente la famiglia di Aldo e raccontare a tutti la sua storia, che appartiene a tutti noi.
Ringraziamo i Subsonica che hanno suonato a Perugia il 13 marzo 2008 per l'intervento fatto dal palco sulla vicenda di Aldo e per averci permesso di fare il banchetto informativo.
Un grazie anche a tutti i ragazzi che si sono avvicinati e hanno chiesto informazioni.
Qui sotto il video dell'intervento.
Storie di ordinaria repressione: racconti e testimonianze.
Ricostruiamo
il filo rosso della repressione che parte dai casi di Livorno (Marcello
Lonzi) e di Ferrara (Federico Aldrovandi) fino ad arrivare all'ottobre
umbro caratterizzato dalla morte in carcere di Aldo Bianzino e dallo
spettacolare arresto dei ragazzi di Spoleto.
Intervento di Roberta Radici compagna di Aldo Bianzino.
Parte 1:
Parte 2:
Riceviamo e pubblichiamo:
Alcune considerazioni sul caso di Aldo Bianzino La vicenda è nota. Aldo Bianzino è stato arrestato il 12 ottobre 2008 e condotto nel carcere Le capanne di perugia. La mattina del 14 è stato trovato morto nella cella in cui era stato rinchiuso. Quali le cause della sua morte? Ad una prima autopsia vengono riscontrate diverse lesioni "compatibili con l'ipotesi di omicidio" e subito si ipotizza la sua morte per percosse subite durante la sua breve detenzione. Viene aperta una inchiesta. Dopo una seconda autopsia,l'asportazione del fegato e del cervello,la sua morte viene fatta risalire a cause naturali,negando di fatto l'ipotesi delle percosse. Ma se A. fosse veramente morto per cause naturali che bisogno ci sarebbe stato di occultare la vista del suo corpo,steso nudo per terra,agli altri detenuti ponendo delle lenzuola sulle porte di tutte le altre celle della sezione? Che bisogno ci sarebbe stato di sottoporre il suo corpo a due autopsie e all'asportazione del fegato e del cervello? E se invece fosse vero che Aldo sia stato ammazzato di botte, dove ci conduce la risposta a questa domanda? Aldo può essere stato percosso nel corso di un interrogatorio informale di polizia ,come si dice, oppure nel corso di un banale diverbio con qualche agente di custodia. Tutto cio addomberebbe il sospetto che nelle scuole di polizia di questo paese si insegnino le moderne tecniche americane di conduzione degli interrogatori e di trattemento dei detenuti. Allora ci sarebbe da ridire anche sul comportamento del magistrato inquirente ,del direttore del carcere ,del comandante degli agenti di custodia e dei medici legali. La risposta afferamativa alla domanda posta ha delle rilevanze politiche enormi:significa che a Perugia ci sarebbero una o più persone che sono addestrate a picchiare scientificamente,che avrebbero ammazzato una persona e che rispetto a questo fatto godrebbero della impunità con la complicità di una parte della magistratura e dei medici legali. Questo gruppo di assassini non si anniderebbe nelle pieghe oscure del territorio perugino ma starebbe al centro dell istituzioni della città. Quello che stupisce è anche il silenzio stagnante che circonda la vicenda non una voce chiara ma tante ambigue risposte da parte dei partiti e delle amministrazioni cittadine. Si parla di questi fatti con la più assoluta noncuranza come se si trattasse di un banale fatto di cronaca. Ma come c'è il sospetto che un uomo sia stato ammazzato nel carcere.Chi è l'assassino? Ci sarebbe da mettersi a gridare ai quattro venti di fronte al solo sospetto che all'interno delle istituzioni democratiche ci sia una banda di assassini che agisce impunita al di fuori dei confini della stessa legge che dovrebbe difendere.Questo è il nodo che sta al centro di tutta la vicenda. Ed è un nodo politicamente rilevante. Più terra terra sarebbe forse opportuno proporre che l'inchiesta sulle cause della morte di Aldo fosse affidata ad un altra procura. Ed invece è successo che l'inchiesta sulla morte di Aldo è stata lasciata in mano al medesimo magistrato che ha ordinato la sua cattura il quale ha affidato una parte delle indagini al corpo di polizia penitenziaria,lo stesso corpo del quale alcuni componenti possono essere sospettati del pestaggio che ha causato la morte. Al limite lo stesso magistrato che ha ordinato la cattura potrebbe essere sentito,come teste, nell'inchiesta sulla cause di morte. Perchè almeno ipotizzando a tutto campo anche la vendetta mafiosa, sarebbe interresante sapere come si è arrivati all'individuazione di Aldo. Per chiarezza ed onestà istituzionale sarebbe opportuno proporre di cambiare procura. Parliamone. Inoltre sarebbe necessario costruire intorno a questa vicenda il più ampio schieramento di opinione possibile sollecitando prese di posizione politiche da parte di esponenti di partiti e di rappresentanti istituzionali. E non si dica che non c'entra con le campagne elettorali perchè come si fa a sollecitare adesione al voto democratico,sopratutto tra i giovani, se poi le istituzioni stesse sono incapaci di ammettere i propri errori quando violano gli stessi principi democratici alla cui difesa sono preposte?
Riportiamo alcuni passaggi interessanti: Dal Corriere dell'Umbria del 28/02/2008 Morto in cella. Come i familiari motivano l'opposizione all'archiviazione - di E.C.Bertoldi "Ispirati unicamente dalla volontà di vedere chiariti in ogni punto, i motivi, le dinamiche, le cause e le responsabilità che hanno condotto "altrove" Aldo, chiediamo che l'inchiesta non sia archiviata. Lo chiediamo per Aldo, ma non solo per Aldo. Anche per tutti coloro che dopo di lui si troveranno a soggiornare nel carcere di Capanne". È questa la motivazine con il quale il figlio e il fratello di Aldo Bianzino, rispettivamente Aruna Prem e Claudio, chiedono al gip Restivo di respingere la richiesta di archiviazione dell'inchiesta sull'omicidio iscritta contro persona ignota, al pm Petrazzini. ........... Fanno poi notare che anche la perizia conclusiva mette in luce una lesione epatica, che però il pm afferma essere del tutto estranea all'evento. "Una manovra rianimatoria talmente errata e maldestra da determinare la lacerazione epatica avrebbe – sostengono i congiunti – comportato anche una lesione sternale che di contro non è stata riscontrata sul corpo di Aldo". La parte civile indica un'ipotesi: "non si vede come non possa essere stato ipotizzato un traumatismo epatico che di conseguenza potrebbe aver determinato la rottura dell'aneurisma (ad esempio attraverso l'induzione di un aumento pressorio). ......... L'indagine La richiesta di opposizione all'archiviazione indica anche un teste che sostiene di averlo visto uscire dalla sua cella "per ben due volte" e "sempre per recarsi in infermeria" accompagnato da un assistente, mentre in infermeria risulta una sola visita. Dunque risentire il teste, ascoltare un altro teste che conferma questo particolare e individuare quale agente lo abbia accompagnato e scoprire le visite in infermeria. Anche le telecamere del carcere fanno vedere degli spostamenti che "non possono non essere ritenuti importanti per l'indagine". In particolare viene indicata l'esigenza di individuare chi fosse l'individuo in tuta mimetica alle 20.32e un altro alle 20.53. Un altro ancora alle 22.32 che si muove "con una certa fretta" e che "gesticola".
Audio della conferenza stampa del 25 febbraio 2008, del Comitato "Verita' per Aldo" per presentare il dossier sulla morte di Aldo Bianzino nel carcere di Capanne .
fonte: RadioRadicale http://www.radioradicale.it/scheda/248118
Il materiale contenuto in questo articolo è rilasciato con licenza Creative Commons Attribution 2.5 Italy
Sicuro da morire.....
Interrogativi sull'archiviazione del processo per omicidio
volontario per la morte di Aldo Bianzino
CLICCA QUI PER SCARICARE IL DOSSIER
"Comitato verità per Aldo"
ECCESSI DI SICUREZZA
Storie di ordinaria repressione: racconti e testimonianze
Ricostruiamo il filo rosso della repressione che parte dai casi di Livorno (Marcello Lonzi) e di Ferrara (Federico Aldrovandi), fino ad arrivare all’ottobre umbro, caratterizzato dalla morte di Aldo Bianzino e allo spettacolare arresto dei ragazzi spoletini.
ASSEMBLEA MERCOLEDI’ 20 FEBBRAIO AULA 6 ORE 16, FACOLTA’ SCIENZE POLITICHE -VIA PASCOLI - PERUGIA-
Interverranno:
-
Roberta, compagna di Aldo Bianzino, morto “misteriosamente” in carcere a Capanne, Perugia;
-
Aurelio, padre di Michele, l’unico dei ragazzi spoletini ancora in isolamento;
-
Comitato verità per Marcello Lonzi, picchiato a morte in carcere a Livorno;
-
Checchino Antonini, giornalista di Liberazione, per parlare del caso Aldrovandi;
Lab.Aut
Comitato Verità per Aldo Bianzino
Sotto pubblichiamo il testo di un volantino che distribuiremo in questi giorni, presto diffonderemo anche un piccolo dossier sulla vicenda della morte di Aldo.
Troppe sono le incongruenze e i lati oscuri di questa vicenda.
Vogliamo sapere che cosa è successo. Vogliamo la verità.
-------------------------
Verità per Aldo Bianzino! Sono ormai passati più di tre mesi da quando Aldo Bianzino è morto nel carcere di Capanne e da quando più di duemila persone sono scese in piazza per chiedere verità e giustizia per una morte tanto assurda. A casa di Aldo sono state ritrovate alcune piante di marjiuana che coltivava per uso personale, ciò nonostante è stato trattato come un pericoloso criminale, arrestato e portato in una cella d'isolamento nel carcere di Capanne, dal quale non è più uscito vivo. In un primo momento, le cause della sua morte sembrano essere piuttosto chiare, dopo pochi giorni trapela la notizia di un omicidio avvenuto in carcere.
Dalle dichiarazioni del primo medico legale che ha fatto l'autopsia sul corpo di Aldo emerge con chiarezza l'ipotesi di una morte causata da percosse che avrebbero provocato ematomi al cervello, distaccamento del fegato, lesioni alla milza e costole rotte. La notizia fa il giro di tutti i giornali locali e subito dopo anche dei media nazionali, l'ipotesi del pestaggio resta per diverso tempo la più accreditata. L'attenzione dei media sul caso di Aldo Bianzino cala progressivamente, oscurata dalla notizia dell'omicidio avvenuto a Perugia della studentessa inglese Meredith Kercher, un evento ben più vendibile, costruito per soddisfare la morbosità di tanti lettori. Il caso di una morte avvenuta all'interno delle mura domestiche sembra essere più facile da gestire rispetto a quello di una morte in carcere, luogo simbolo della sicurezza dello Stato, sicuro da morire! verrebbe da aggiungere. Da questo momento in poi le indagini su quanto avventuto a Capanne prendono un'altra direzione, si comincia a parlare di possibile morte naturale, dicono che Aldo sarebbe stato colpito da un aneurisma cerebrale. Si profila così un nuovo scenario, costruito ad hoc attraverso una serie di passaggi che tendono chiaramente ad insabbiare quanto è realmente successo tra il 13 e il 14 di Ottobre nel carcere di Capanne. Passaggi che si concludono con la richiesta di archiviazione per l'ipotesi di omicidio colposo firmata dal PM Petrazzini.
Tutto chiarito? A noi rimangono dubbi, tanti dubbi.
Troppe sono le incongruenze e le mancanze dell'inchiesta fin qui svolta: 1-Ma veramente c'era bisogno di sottoporre il corpo di Aldo a due perizie autoptiche, all'esportazione del cervello e del fegato, se lui fosse veramente morto di morte naturale? 2-Ma veramente c'era bisogno di sdraiarlo nudo per terra di fronte alla sua cella e di impedire la vista di quanto stava succedendo agli altri detenuti della sezione ponendo dei lenzuoli davanti alle porte di tutte le celle? 3-Quale spirito accentratore anima il Pm Petrazzini tale da farlo figurare in tre inchieste diverse aventi per oggetto la stessa persona nel ruolo dell'accusa prima, avendo lui firmato l'ordinanza di arresto di Aldo, e nel ruolo della difesa poi, essendo titolare dell'inchiesta per omicidio e omissione di soccorso? 4-Ma come si fa a fidarsi dei medici legali che facendo due autopsie su uno stesso corpo emettono giudizi così contrastanti? Al termine della prima autopsia dichiarano "presenza di lesioni compatibili con l'ipotesi di omicidio" e al termine della seconda "morte avvenuta per cause naturali". Ma come si fa a rilevare e dichiarare la presenza di due costole rotte alla prima autopsia e dichiararle sane alla seconda?
Ora più che mai è necessario far sentire la nostra voce. Affinchè la morte di Aldo non passi sotto silenzio! Perchè di carcere non si può morire! Perchè in carcere per qualche pianta d'erba non si deve finire! Comitato verità per Aldo http://veritaperaldo.noblogs.org
atemi nome e cognome di un solo ragazzo finito in prigione per un pezzetto di fumo e mi dimetto da deputato.
L’incauta dichiarazione, pronunciata a La7 nel dicembre del 2006, è di
Gianfranco Fini, sostenitore della legge contro gli spinelli insieme al
pio Giovanardi. In un anno gli incarcerati per detenzione di cannabis
ad uso personale sono stati più di 130.
Naturalmente Fini non si è dimesso e l’Unione, che nel programma si era
impegnata a superare la legge e ad istituire un garante a tutela delle
persone private della libertà, non ha concretizzato le promesse. E così
oggi, la repressiva legge ha al suo attivo anche un morto: Aldo
Bianzino un pacifico falegname di Pietralunga colpevole di coltivare
qualche piantina per uso personale.
Due giorni dopo il suo arresto viene trovato privo di vita, nudo, nella sua cella. (Continua)
Aldo Bianzino è morto nella prigione di Capanne a Perugia, il 14 ottobre 2007,
2 giorni dopo il suo arresto per aver coltivato piante di canapa nel suo orto.
1
Tutt’oggi il piede mi fa male
dal maledetto armadio Ikea che ci è caduto su
otto mesi fa
e Aldo è morto.
E tutto il giorno che penso alla fragilità
come il dolore si ricorda del dolore
e Aldo è morto.
Argentina disse che aveva dei bellissimi occhi verdi
ma non ci feci mai caso.
Era molto bello,
Era
2
E’ autunno, sì, quella stagione
arancione per la sua asprezza, rosso per il fuoco e la brace e le ceneri,
l’urna funeraria che lui non ha mai avuto
così solita in Umbria.
Scolpirò una sega sulla sua e della carta vetrata.
Questi spigoli ruvidi non diventeranno mai lisci.
E una buffa spazzola.
3
Non l’ho mai conosciuto bene.
Ma non mi riesce di immaginarlo diventare uno spettro.
Quegli occhiali sfavillanti,
estrosa costellazione.
4
Construirò quella passerella
dal terrazzo al ripostiglio in giardino
con le sei altalene di canovaccio matte
vele a strisce verdi e blu
che danzano sotto le raffiche o ferme
in memoria di te.
5
Sempre preoccupandoti per gli altri —
ti premeva così tanto.
L’esame perso del tuo figlio, quasi perso,
alla fine, ce l’ha fatta.
L’epatite persistente di tua moglie, troppo spaventata
per andare all’ospedale, alla fine
ci dovrà andare. Alla fine
il tuo fegato schiacciato, la milza
schiacciata – “lesioni interne.”
Soffro di lesioni interne ora.
Ho dovuto cercare milza sul dizionario,
trovavo sempre milizia.
6
Eri la prima persona con cui parlai
quando tornai dall’ospedale con Melina
e scoprii una nuova solitudine.
Mite, così mite,
dolce falegname dalle mani dorate
che sempre costruivano.
Sembri esserci sempre stato per i passaggi.
Avessi potuto darti
un ditale di compassione
il tuo ultimo momento duro.
7
Chiese dell’acqua tre volte
e i soldati lo derisero.
La guardia fece su e giù nel suo pentametro.
8
L’acqua della vita…
Diversi reclusi ti hanno sentito lamentarti
quella domenica mattina, prima che venissi pronunciato morto.
Migliora la tua pronuncia, giovanotto.
Cosa può fare la bellezza?
Mi lancio fra te e la spranga.
9
Invita tutti i piccioni
alla conferenza internazionale sulla tortura.
10
La prigione è un cerchio chiuso.
Le stanze di solito non hanno vista
sull’oceano (cioè l’infinito) o sulla neve
che è così spesso una benedizione
o sui meli di color bianco (e va bene, rosa)
il vergognarsi del diventare.
Né possiamo vedere noi attraverso le finestre che non hanno scuri
e questo aumenta la gravità della parentesi.
O, simbolo della perfezione.
11
E’ ragionevole sentirsi confortati dagli articoli usciti
sui giornali locali e nazionali e internazionali
essere soddisfatti dalla rivendicazione
del diritto all’informazione
ma di ragionevole cosa c’è nel dolore
nel protagonista indifeso di tutta la fanfara,
la sua famiglia scheggiata?
12
Che applichino balsami lenitivi su tutte le tue ferite
interne ed esterne, visibili ed invisibili
(vecchia tecnica degli asciugamani bagnati, perfezionata dal fascismo)
e che ti avvolgano nelle fasce imbevute di mirra e di cannella
per poi avviarti sul tuo viaggio ninnando.
E che la fisarmonica delle onde
ti sostenga con qualche tua melodia preferita
e ti porti onorevolmente
dovunque tu più vorresti essere.
Jane Oliensis vive nelle colline di Assisi con la
sua famiglia, tre simpatici cani e due gatti.
Scrive ed insegna. E’ presidente dell’associazione
culturale Humanities Spring in Assisi.
tratto da: http://www.micropolis-segnocritico.it/mensile/?p=794
Presenza del comitato e massiccio volantinaggio all'inaugurazione del Minimetro a Perugia.
Ecco il testo volantino distribuito e sotto le foto:
Verità per Aldo Bianzino! Sono ormai passati più di tre mesi da quando Aldo Bianzino è morto nel carcere di Capanne e da quando più di duemila persone sono scese in piazza per chiedere verità e giustizia per una morte tanto assurda. A casa di Aldo sono state ritrovate alcune piante di marjiuna che coltivava per uso personale, ciò nonostante è stato trattato come un pericoloso criminale, arrestato e portato in una cella d'isolamento nel carcere di Capanne, dal quale non è più uscito vivo. In un primo momento, le cause della sua morte sembrano essere piuttosto chiare,dopo pochi giorni trapela la notizia di un omicidio avvenuto in carcere. Dalle dichiarazioni del primo medico legale che ha fatto l'autopsia sul corpo di Aldo emerge con chiarezza l'ipotesi di una morte causata da percosse che avrebbero provocato ematomi al cervello, distaccamento del fegato, lesioni alla milza e costole rotte. La notizia fa il giro di tutti i giornali locali e subito dopo anche dei media nazionali, l'ipotesi del pestaggio resta per diverso tempo la più accreditata. L'attenzione dei media sul caso di Aldo Bianzino cala progressivamente, oscurata dalla notizia dell'omicidio avvenuto a Perugia della studentessa inglese Meredith Kercher, un evento ben più vendibile, costruito per soddisfare la morbosità di tanti lettori. Sull'onda mediatica la risposta delle istituzioni è sfociata in misure repressive e di ordine pubblico con veri e propri rastrellamenti che ricordano scenari d'altri tempi, mentre è assordante il loro silenzio sulla vicenda di Aldo. Il caso di una morte avvenuta all'interno delle mura domestiche sembra essere più facile da gestire rispetto a quello di una morte in carcere, luogo simbolo della sicurezza dello Stato, sicuro da morire! verrebbe da aggiungere. Da questo momento in poi le indagini su quanto avventuto a Capanne prendono un'altra direzione, si comincia a parlare di possibile morte naturale. Si profila così un nuovo scenario, costruito ad hoc attraverso una serie di passaggi che tendono chiaramente ad insabbiare quanto è realmente successo tra il 13 e il 14 di Ottobre nel carcere di Capanne. Sappiamo bene che che si tratta di una vera e propria strategia e che le ultime fuorvianti ipotesi potrebbero portare all'archiviazione del caso. Tra pochi giorni, verranno consegnati i risultati degli esami autoptici eseguiti sul corpo di Aldo, e il PM Petrazzini, titolare dell'inchiesta, dovrà decidere se aprire un processo per omicidio verso ignoti o meno. Ora più che mai è necessario far sentire la nostra voce. Affinchè la morte di Aldo non passi sotto silenzio! Affinchè sia fatta luce su quanto accaduto! Perchè di carcere non si può morire! Perchè in carcere non si deve finire! Comitato verità per Aldo
http://veritaperaldo.noblogs.org
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